Ciao, mi chiamo Ferruccio e sono un professionista nell'ambito IT nei guai per colpa degli Studi di Settore. Parlando con amici ho scoperto che non sono l'unico in questa situazione, ma uno dei pochi che ha la volontà di narrartela e condividerla in modo che tu possa comprenderla. Offro la mia testimonianza per un fisco e una società civile migliore.

Questo blog è come un manga, va letto al contrario: dal post più vecchio a quello più recente.

giovedì 28 ottobre 2010

Cara Equitalia

Dovendo iniziare a pagare prima di avere l'udienza ho chiesto di dilazionare il pagamento in un certo numero di rate adatte al mio Unico 2010.

Equitalia in una settimana circa mi ha preparato il piano di rientro e sorpresa:

il tasso di interesse sulla dilazione è al 10%, quando il tasso sugli interessi di mora è del 8% (ma questi non sono di mora, sono di dilazione, quindi a mio parere dovrebbero essere inferiori).

Non contenti hanno anche una commissione di incasso di 3,60 euro ad ogni rata: oggi ho pagato un kg. di pane comune 2,30 euro, quindi per incassare elettronicamente i miei soldi consumano 3 Kg. di pane.

Calcolando che 100 gr.di pane equivalgono a 260 calorie, il costo della sola riscossione del mio debito senza rischi ha un costo complessivo di 210600 calorie: fabbisogno calorico di una persona per 70 gg.

lunedì 18 ottobre 2010

E' giunta l'ora

Tra quasi un mese dovrei inziare a pagare la prima cartella di pagamento a Equitalia:

iscrizione a ruolo a seguito di
accertamento n...... anno 2005 notificato il ../03/2010

Gli importi sottoindicati sono dovuti a titolo provvisorio in presenza di ricorso in commissione tributaria provinciale.

Ruolo n.2010/00....

Reso esecutivo in data 05-07-2010.

Ruolo ordinario.



E poichè ho diritto di rateizzare la cifra sono andato allo sportello Equitalia più vicino munito dei documenti necessari per richiederla. Purtroppo la mia richiesta non ha risposta immediata, dovro' attendere qualche tempo per saperne l'esito e conoscere i dettagli del piano di rientro che mi sarà proposto.

giovedì 23 settembre 2010

Inversione dell'onere della prova

Avevo capito che solo in sede di processo tributario gli Studi di Settore consentono l'inversione dell'onere della prova.


Leggendo le controdeduzioni presentate dalla controparte al mio ricorso ho scoperto che anche in questa sede mi verrà negata questa opportunità grazie ad un cavillo legale che in realtà rappresenta il vero trappolone dello strumento fiscale degli Studi di Settore che gioca a sfavore anche degli onesti contribuenti.



Rinvio d'ufficio

Stamattina avevo chiamato un paio di volte la Commissione Tributaria per avere alcuni dettagli, per due volte sono stato qualche minuto al telefono ed hanno aperto per ben due volte la mia pratica.
Oggi alle 15 avrei dovuto avere l'udienza, ma arrivato con commercialista al seguito (data l'assistenza obbligatoria) scopro alle 15:15 che l'udienza è rinviata d'ufficio dato che non è stato avvisato dell'udienza l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate competente.
Grrr....
La data fissata per la prossima udienza non sarà per entrare nel merito del contenzioso ma solo per la mia richiesta di sospensione della Cartella Equitalia che mi è arrivata circa una settimana fa' e che dovrei pagare entro 60 gg. dalla data di ricezione, ben prima della data dell'udienza relativa.
Che sconforto!

mercoledì 22 settembre 2010

Se l'evasione è un'esternalità negativa per le imprese oneste...

In economia con il termine "esternalità" si indica una situazione subita dall'impresa dalla decisione di terzi, dove l'impresa non ha partecipato al processo decisionale che ha determinato l'esternalità. Le esternalità possono essere:
  • positive: lo Stato ha formato lavoratori preparati e validi, capaci di creare innovazione che l'impresa assume o ha facilità di accedere alla loro professionalità
  • negative: un agricoltore biologico si trova l'acqua inquinata da industrie o altri agricoltori che usano concimi chimici e antiparassitari
Lo Stato può correggere il mercato: tassando le esternalità positive (ad esempio per mantenere elevato il grado di istruzione dei propri cittadini, nel caso l'incremento della produzione e del suo valore non compensi i costi sociali del sistema scolastico/formativo) o tassando chi produce esternalità negative al fine di limitarle. La decisione di evadere le tasse, non e' una esternalità, ma per chi agisce onestamente in un mercato di evasori, l'evasione è una esternalità negativa. Il Fisco può riportare equilibrio se è giusto, al contrario il danno che produce è doppio. Domani ho il processo tributario, ci vorrano giorni per ottenere la sentenza. Sperimenterò di persona se almeno in giudizio il sistema fiscale italiano è capace di correggere quello che nel mio caso ho vissuto come un'ingiustificata vessazione: non mi presento in giudizio per patteggiare una cifra più conveniente ma per ottenere il riconoscimento dell'infondatezza della pretesa fiscale avanzata dall'Agenzia delle Entrate.

domenica 5 settembre 2010

Il mio processo tributario

Ho mantenuto il silenzio stampa perché ho cercato di ricrearmi un periodo di serenità dato che i tempi e gli sviluppi non dipendevano più da me.

Mi è stato inviato l'Avviso di Accertamento, il nome lascerebbe intendere l'avvio di una procedura di indagine per verificare se c'è stata evasione e quantificare il dovuto, invece è l'atto conclusivo di una procedura tributaria dove l'Agenzia delle Entrate ha gia' visionato tutte le carte contabili, mi ha ascoltato ed ha applicato il protocollo previsto per il non adeguamento allo Studio di Settore, nei limiti dettati dal software di gestione di questo problema. Purtroppo gli impiegati del fisco sono accecati dai premi per il denaro che recuperano dai contribuenti che non si accorgono quando anziché un recupero stanno perpetrando una rapina ai danni di chi le tasse già le paga tutte.

Il 23 settembre 2010 avrò il processo tributario di primo grado presso la sede provinciale a cui sono giunto dopo aver presentato il ricorso all'Avviso di Accertamento.

Oggi sto finendo di redigere la mia ultima memoria difensiva che devo depositare entro il 13 settembre per poterla avere negli atti del processo. Terminato questo compito pubblicherò ulteriori dettagli ed eventi capitati in questi mesi attinenti alla mia storia e all'argomento trattato.

Al di là dall'esito del mio processo, non voglio che la mia storia possa essere strumentalizzata a giustificare campagne di ostacolo all'azione di contrasto all'evasione fiscale di cui il nostro paese ha certamente bisogno, ma bensì ad evitare che altri onesti contribuenti finiscano stritolati da meccanismi giusti se applicati con cognizione e ragione.

giovedì 1 aprile 2010

Un pesce di aprile dall'Agenzia delle Entrate

Il primo aprile, puntale come il pesce, l'Agenzia delle Entrate presenta due circolari:

Circolare per novità su processo tributario

Dato l'evidente numero di processi in cui il contribuente è vittima riconosciuta di un fisco esigente e ingiusto, lo Stato si tutela riducendo con questa circolare il numero di casi in cui consente il rimborso delle spese processuali.
L'avvertimento che in Italia difendere i propri diritti ha un costo spesso ragguardevole, viene da comunicazioni simili maggiormente rafforzato.

link alla circolare sulle modifiche al Processo Tributario (se l'url non fosse piu' valida, cerca Processo tributario dal campo di ricerca in alto nella home page del sito dell'agenzia delle entrate e selezionare il PDF della circolare del 1 aprile 2010 '077_Com.st. Circolare processo tributario 01.04.10.pdf - pdf' ).

Circolare sui correttivi anticrisi relativi all'anno di imposta 2009

in estrema sintesi prevede tre tipi di interventi:
  1. sulle rimanenze di magazzino aumentate causa crisi
  2. per la riduzione dei margini dovuta alla minor utilizzazione degli impianti
  3. fattori congiunturali individuali che saranno pesati nella realtà territoriale.
link alla circolare su misure anticrisi.

venerdì 26 febbraio 2010

Sarebbe ora di chiudere la pratica rimasta in sospeso

Oggi ho ricevuto la temuta telefonata: mercoledi' 3 marzo in mattinata sarò all'Agenzia delle Entrate per definire una volta per tutte la fine del contraddittorio.

martedì 16 febbraio 2010

Periodo di riflessione

L'8 gennaio mi sono recato presso l'Agenzia delle Entrate ed ho richiesto un periodo di 60 gg. per effettuare le dovute valutazioni. Questo è l'unico motivo per cui per ora non vedete procedere la vicenda. Ora ne sono trascorsi gia' 38, ovviamente il problema permane ma sono riuscito almeno a dedicare un po' più di tempo al lavoro senza dovermi concentrare solo e soltanto su questa questione. A presto.

domenica 24 gennaio 2010

Io l'avevo avvertita

Oggi, 7 gennaio 2010, incontro il mio commercialista.
«Allora, come le avevo detto, non è semplice dimostrare la propria innocenza in ambito fiscale.» mi dice.
«Avendo io l'onere della prova, certo che appare difficile. Ma nel fascicolo del Sole24Ore sugli "Studi di Settore" del 2007, cita come prove oggettive quelle relative al mercato in cui l'azienda opera: non solo per ambito geografico, ma anche per tutti gli altri fattori che io ho utilizzato e riassunto anche nella mia memoria difensiva.
Però se queste parti oggettive sono del tutto trascurate, allora non ci sono proprio armi per ottenere giustizia: trovandomi del tutto disarmato, da ieri ho aperto un Blog in cui ho deciso di raccontare tutta la storia.»
«Non conosco Internet per dirle se le servirà a qualcosa. Come le avevo detto su quel fascicolo lei trova la teoria, la pratica è questa con cui si sta confrontando.
Secondo me la fretta di chiudere che le stanno mettendo e i motivi di cui sopra potrebbero essere segnalati al Garante del Contribuente, non le sembra? A questo punto che vuole fare?»
«A questo punto che posso fare?
Io vorrei prendere tempo e cercare ogni soluzione, consultarmi anche con altri professionisti, valutare ogni spiraglio per evitare di pagare questo supplemento di tasse su redditi che non ho conseguito.
L'impiegato dell'Agenzia delle Entrate mi ha spiegato che il Garante non entra nel merito dei vari casi ma solo si limita alle questioni formali o di orari di apertura e chiusura degli uffici.»
«Provi a chiedere un'ulteriore proroga. Poi la situazione in cui lei si trova a vedere respinte ogni spiegazione forse rientra già nelle questioni formali. Ci pensi un po'. Sappia però che nel momento in cui lei fa entrare il Garante sul suo caso, si troverà gli impiegati dell'Agenzia delle Entrate apertamente contro, nonostante sia un suo diritto.»

giovedì 24 dicembre 2009

Ma che Buon Natale!

Stamattina sono passato per ritirare i conteggi esatti, voce per voce.
  1. l'ufficio non può rilasciarmi un prospetto scritto, mi viene fornita una cifra che non tiene però conto dell'integrazione dei contributi previdenziali che scatterà come conseguenza automatica ad un mio adeguamento. L'INPS non è considerata perché è deducibile, quasi come se questa spesa, come ogni altra, non fosse sempre da sostenere.
  2. l'impiegato mi mostra che lo "sconto" è un po' superiore al 50% sulla cifra inizialmente contestata e che è stupito in quanto non capita di frequente osservare una percentuale simile di abbattimento, quindi è un'ottima offerta.
Ribatto che avendo già pagato le tasse e non avendo evaso nulla, quella cifra per me rimane un'esagerata 'una tantum' che non ritengo di meritare.

«Ma lei lo sapeva di non essere congruo!»
«Certo, ma mi aspettavo di avere una verifica per capire perché non mi ero adeguato dove io avrei potuto spiegare tutto, non un incontro stile 'Santa Inquisizione' dove non sono considerate ragioni per quanto valide.»
«Le ragioni infatti sono quelle che hanno evidentemente determinato questo forte abbattimento.»
«Ma io quei soldi non li ho mai guadagnati e pagarli ora significa per me essere rapinato.»
«Allora si adegua a questa offerta? Qui dobbiamo chiudere la pratica e dobbiamo sapere cosa dobbiamo scrivere.»
«Vorrei potermi consultare con il commercialista, e magari anche con altri professionisti e consulenti legali. Mi può dare qualche giorno, magari ci rivediamo con l'anno nuovo.»
«Il 3 o 4 le va bene?»
«Ora il commercialista è in ferie, forse riapre il 4 gennaio o forse ritorna il 7.»
«Allora per il 7?»
«Veramente se torna il 7, sarebbe meglio avere del tempo per il consulto.»
«Allora l'8. Si rende conto che sono già due settimane?»
«D'accordo per l'8 allora. Eh, Buon Natale.»
«Un momento che allora redigiamo il verbale.»

Nel verbale c'è scritto l'importo della nuova offerta, ma senza dettagli per singola tassa, e l'8 gennaio come data per accettare o fare partire l'accertamento.
Ricambia gli auguri, stretta di mano e arrivederci.

Un problema che poteva essere risolto nel 2009 è rinviato all'anno nuovo.
Magari con l'anno nuovo andrà meglio, raggiunti i risultati dei loro obiettivi potrebbero diventare più ragionevoli o potrebbe venire accolta l'indicazione della Cassazione su questo tema.

martedì 22 dicembre 2009

E' ora di documentarsi bene

Dato che a poco sono servite le migliori spiegazioni, devo ora capire i costi a cui vado incontro.

Un amico ha già risposto ad un mio appello via LinkedIn per fornirmi un altro supporto fiscale: opera in un altra zona, si è specializzato nei ricorsi tributari, segue normalmente i clienti che hanno problemi a torto o ragione con il fisco.
Insomma una voce autorevole e certamente non collegata allo studio di commercialista a cui mi appoggio da tanti anni.

Tuttavia le sue parole non sono dissimili da quelle che ho già sentito dal mio commercialista, anzi mi raccomanda:
«Tratta la vicenda come un imprenditore: guarda solo i costi che stai sostenendo e quelli a cui vai incontro. Il costo è l'unica ragione che deve guidare le tue scelte, lascia stare lo spirito di giustizia, lascia stare le questioni di principio, queste ultime sono inutili e dannose in questo ambito.»

Scopro quindi che il contraddittorio è una prima fase: la possibilità di archiviazione della pratica è limitata per livello di autorità dell'impiegato del fisco e per importo.
Nel mio caso pare che l'importo sia superiore alla capacità discrezionale anche della capo area.

L'Agenzia delle Entrate non ha il compito di cercare l'evasore e farlo pagare, ma quello di incassare e recuperare parte dei miliardi di euro che annualmente sono sottratti al fisco: non importa se a pagarli è un evasore o meno. Inoltre siamo a dicembre e devono chiudere l'anno raggiungendo certi obiettivi (numero di pratiche trattate, importo recuperato, forse numero di evasori scoperti e non so che altro).

Seguono al contraddittorio o l'adeguamento alla cifra pattuita tra contribuente e fisco, o l'accertamento, termine infelice:
non indica che faranno una verifica, la verifica è già stata fatta in fase di contraddittorio, il redditometro pure: non avendo trovato incogruità tra reddito dichiarato e redditometro, silentemente hanno evitato di citarlo, sarebbe stato un altro punto a mio favore.

Si chiama "ACCERTAMENTO" ma è l'emissione delle cartelle di pagamento, che poi sono iscritte a ruolo e passate ad Equitalia.
Con l'accertamento ci sono almeno un paio di azioni possibili da fare rapidamente: la richiesta di "autotutela" e il ricorso in commissione tributaria in primo grado.
Ed esistono una serie di termini e istituti recenti di cui devo imparare e capire il significato ed i ruoli:
  • L'autotutela
  • Il garante per del contribuente
  • Lo Statuto del Contribuente
I costi del ricorso non sono realmente rimborsati dallo Stato nemmeno in caso di vittoria completa, ma solo, quando va bene, con una cifra simbolica molto inferiore ai costi sostenuti; inoltre le spese del ricorso non sono detraibili dalle tasse e non sono imputabili alle spese dell'impresa.
Nel frattempo anche i quotidiani hanno titoli circa le sentenze della Cassazione che invalidano gli Studi di Settore come presunzione semplice, facendoli diventare "semplice strumento statistico di indagine".
Degli amici di famiglia gestiscono un piccolo studio anche legale oltre che amministrativo, proverò a sentirli nei prossimi giorni.

Da oggi in tarda mattinata è disponibile il conteggio esatto dell'ultima offerta dell'Agenzia delle Entrate, quando sono passato nel pomeriggio l'impiegato era molto occupato e temo con la neve di non riuscire nemmeno domani a ritirarlo.

lunedì 21 dicembre 2009

"Un momento che cerco di capire chi ho di fronte..."

Questa è la frase con cui mi ha accolto con i miei documenti la capo area oggi.

Siamo alla terza giornata di contraddittorio, anziché lasciare solo i documenti, approfitto che sono pochi per portarli subito alla capo area, anche perché il sottoposto è già impegnato in un altro contraddittorio con un altro contribuente.

Nutro la speranza che un chiarimento completo ora sia possibile e quindi la chiusura di questa pratica con l'archiviazione è lì alla portata di pochi minuti.


Passando fattura per fattura, verifica le dichiarazioni IVA via terminale dei miei fornitori: silenzio. E' tutto in regola, non ci sono fatture fasulle.

Spiego, ribadendo quanto già dichiarato, la natura della mia collaborazione per la realizzazione del software e dei servizi forniti alla pubblica amministrazione e quindi attendo domande e osservazioni che però appaiono sempre meno motivate.

«In base a quanto osservato e agli Studi di Settore, per il fatto che lei ha questa collaborazione che le fa assumere più oneri dell'altro professionista in quanto capo progetto, possiamo proporle una riduzione del 50%.»

Tento di rispiegare che non ho oneri maggiori del mio pari: ciascuno di noi ha il proprio commercialista, ciascuno la propria partita IVA, alle riunioni abbiamo partecipato sempre entrambi, non sussiste questa obiezione. Ma la sua posizione non cambia.

Un po' basito: ho fornito ogni collaborazione, ho spiegato tutto, ho mostrato tutto il mostrabile, non c'è nulla di irregolare; chiedo di parlare con la direttrice.

In pochi minuti sono dalla direttrice che è rapidamente stata messa al corrente dalla capo area e che mi ribadisce l'offerta.

«Non possiamo essere certi che lei non abbia evaso, i numeri sono quelli, ci dividiamo al 50% il rischio di aver sbagliato.»

Bella risposta, peccato che i soldi li debba tirare fuori io e non altri in questo gioco uno a te, uno a me, uno a te etc.
«Fossi un evasore probabilmente dovrei ritenermi fortunato, ma non avendo evaso nulla, questa cifra mi appare come un sopruso da parte vostra, da parte dello Stato.»

«Ho la contabilità in ordine, non avete trovato alcuna irregolarità». Risposta: «La contabilità è sempre in ordine, non è un dato a suo favore.»
«Se lo sapevo evitavo di pagare un commercialista se poi il suo lavoro non mi serve per dimostrare di essere in regola: avrei risparmiato negli anni sicuramente almeno parte della cifra che ora mi chiedete di versarvi.» Nessuna reazione.

Dico ancora che date queste condizioni devo valutare quindi se mantenere la partita IVA o se cercare altre soluzioni, mi risponde che posso mettere mano ai risparmi e chiudere il problema: come già mi ha dichiarato la capo area, se mi adeguo alla loro offerta, non sono classificato come evasore ed il fisco si considera soddisfatto.

Poi con tranquillità mi dice: «io sono stipendiata, non posso evadere, le trattenute sono sullo stipendio.»
A queste parole mi torna in mente la notizia pubblicata dai giornali di quegli impiegati dell'Entrate che come secondo lavoro redigevano le dichiarazioni dei redditi.
Però le rispondo che allora chiudo e vengo a farmi assumere dai loro uffici e la risposta è sorprendente... il guaio è che non stento per nulla a crederle.

Fatemi un accertamento bancario, propongo. «Gli accertamenti bancari non servono a nulla, magari lei sta tenendo i soldi su un conto di un lontano parente o amico.»
Ribatto che ho realizzato servizi per biblioteche, le biblioteche sono solo pubbliche, come avrei potuto avere un reddito occultato al fisco?

E negli anni precedenti e successivi lavoro con aziende che esigono sempre fattura, che talvolta pagano anche con notevoli ritardi o che, per fortuna molto raramente, non pagano affatto (vedi casi di fallimenti).

Vedendo l'inamovibilità da questa posizione di stallo, chiedo le cifre esatte, e mi dice che mi avviseranno quando i conteggi saranno pronti.
A conti fatti, valuterò con il commercialista i costi per procedere e a questo punto una strategia per affrontare il 'nemico pubblico'.

Dato il recente "scudo fiscale" con cui i grandi evasori regolarizzano la propria posizione versando un 5% sugli immani patrimoni evasi, e essendo stato un onesto contribuente per ora mi sento un fesso impotente e mazziato.

Se non riconoscono in me un cittadino onesto, che ha pagato regolarmente le tasse, ed io so che lo sono e che ho seguito la legge, inizio a chiedermi se forse questo errore di valutazione in realtà sia commesso con regolare frequenza.

Quanti altri che ho sentito dover pagare e che immaginavo avessero quindi torto, in realtà non erano evasori?
Certo l'evasione c'è e si vede, ma è un buon motivo per fare di tutta l'erba un fascio?

venerdì 18 dicembre 2009

Contraddittorio - parte 2

Ero tornato già ieri all'Agenzia delle Entrate per consegnare una nuova copia della memoria difensiva, con ulteriori note. Mi ero accorto che avevo riferito alcuni dettagli solo a voce: pensavo che tutto quanto avrei detto nel primo incontro sarebbe stato verbalizzato, ma poi ho capito che non sarebbe stato proprio così.
L'impiegato però era occupato e così sono tornato oggi.

Nel frattempo solo ieri l'ANSA e le testate giornalistiche su Internet titolavano l'ultima sentenza della Cassazione a Sezioni Unite "Cassazione sconfessa studi di settore Standard per misurare evasione da soli non provano nulla", e oggi arrivo anche ottimista per una felice e rapida conclusione della vicenda.

Sorpresona: la mia pratica era già stata vista dai superiori ed avevano già valutato di propormi, alla luce di quanto riferito precedentemente 2 giorni prima, uno sconto fiscale del 20% circa.

La mia risposta immediata è stata: «non ho soldi da darvi e non sono un evasore

Fatemi sapere quali documenti volete, fatemi tutte le domande che vi servono, io sono totalmente disponibile a collaborare, ma appuriamo questo fatto.

La risposta: «oggi c'é la capo area, vedo se può parlarle subito.»

Attendo pochi secondi ed ecco che sono accompagnato dalla capo area. Dopo brevi presentazioni e un mio riepilogo ecco che mi estrae un foglio per mostrarmi dei numeri e mi dice: lei nell'anno precedente ha avuto una percentuale del 1086, nel 2005 del 412, nel 2006 del 8200.

Rimango spiazzato un momento poi chiedo percentuale di che, il 100% base a cosa si riferisce? Capisco dalla risposta che non sono percentuali, ma degli indici di redditività, chiedo come siano calcolati, ma nulla, molto probabilmente non lo sa nemmeno lei.
Se non c'è una formula, questi numeri a me non dicono assolutamente nulla, e dato che di matematica ne ho fatta tanta, cerco di spiegare che questi numeri mi risultano estranei quanto tre numeri a caso, mentre se avessi la formula o il modello matematico potrei certo spiegarli.

Nei corsi universitari ad Economia avevo conosciuto il ROI ed altri indici utilizzati nella valutazione dell'andamento dell'impresa, ma non vedo come alcuno di questi possa essere ricondotto alla mia attività professionale, né tanto meno ne riconosco le ombre in quei numeri.

Chiudiamo la sessione con la richiesta pressante da parte dell'ufficio di analizzare le spese che in quell'anno secondo le loro valutazioni sono eccessive e entro lunedì mattino devo portare copie di ogni fattura acquisti già allegate ai mastrini relativi ai conti in uscita.
Mi spiega che devono completare rapidamente le pratiche e che la mia in mancanza di quanto appena richiesto sarà portata allo stadio successivo senza esitazioni per l'intera cifra iniziale, senza lo sconto proposto.

Intuisco che i numeri che mi sono stati mostrati di quegli indici sono generati dall'applicazione software interna e che vengono presi come assoluti e che non conoscendone la formula all'origine non sono minimamente discutibili da parte del personale.

Esco dall'Agenzia delle Entrate che ormai sono quasi le 17, passo da commercialista per ottenere una stampa dei mastrini; in effetti per fortuna ho poche fatture, altrimenti non potrei riuscire a portarle in copia ricapitolate e pinzate come richiesto in un tempo così breve.
Passerò buona parte della domenica a fotocopiare e pinzare fogli.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il contradditorio - parte 1

Pensavo che il contraddittorio sarebbe stato un dialogo volto ad appurare come mi guadagno il pane e quindi come si svolge la mia attività professionale. Scoprire se il mio lavoro è per pubblico familiare o di consumo o se rivolto esclusivamente ad imprese pubbliche o private.
Invece no.

Prima questioni tecniche circa i dettagli della verifica da cui la giustificazione delle somme presunte di evasione.

Poi mi si chiede se ho qualcosa da dire, prendo la parola per un quasi monologo...

Dopo un'ora e un quarto l'impiegato dell'Agenzia delle Entrate chiede quali documenti lascio con la memoria difensiva.


Un rapido controllo dei fogli e conclude dicendo che redigerà un verbale, specificando che non sarà lui a decidere ma i suoi superiori.

Mi farà sapere nei prossimi giorni, direttamente o tramite il mio commercialista che è venuto ad accompagnarmi in questo primo incontro e che ha saputo puntualizzare e ribattere alle questioni tecniche iniziali.

La prima sensanzione a pelle, nonostante la gentilezza dell'impiegato, è stata «ho parlato ad un muro di gomma».

lunedì 14 dicembre 2009

Un sacco di buoni motivi

Ripercorrendo le offerte e le fatture del 2005 riaffiorano i problemi di quell'anno e i risultati conseguiti, in questi giorni ho elencato sia i miei motivi sia alcuni argomenti più generali che però possono giustificare il mio reddito rispetto alle aspettative del fisco risultanti dagli Studi di Settore.

In realtà il 2005, nonostante la contestazione di natura fiscale, non era stato un cattivo anno per la mia impresa, anzi dati i presupposti era stato un buon anno...

L'elenco delle mie ragioni è composto di 10 punti, tra i quali:

  • nel 2005 ho lavorato esclusivamente per la pubblica amministrazione
  • chi sviluppa software raramente riesce a farlo da solo; in un settore verticale come i servizi per i cataloghi per biblioteche, inoltre, serve una competenza degli standard e una conoscenza del lessico non facilmente affrontabili a chi è estraneo all'ambito; in questo settore ho lavorato sempre in coppia con un mio amico, anche lui professionista, come me dotato di regolare partita IVA.

Il primo punto già lascia intendere l'impossibilità di ottenere dei pagamenti dallo Stato in nero.
Il secondo giustifica che le spese per prestazione di lavoro siano il 50% delle cifre fatturate sul fronte biblioteche: il lavoro l'abbiamo fatto in due, il referente per questi lavori doveva essere unico, abbiamo spartito e fatturato, gli impegni e le spese tutto come da accordo iniziale tra le due parti.
Lo studio di settore nel mio ambito non prevede questo tipo di ripartizione, questo è sostanzialmente il motivo per cui il mio reddito non risulta congruo.

Espongo dunque tutti i miei 10 punti al mio commercialista che, con il sorriso di chi la sa più lunga, condivide la mia difesa e mi raccomanda di portare tutta la documentazione necessaria per quanto sostenuto e di fare pure nomi e cognomi nella memoria difensiva che rimarrà a verbale.
Tra tre giorni alle dieci abbiamo l'appuntamento con l'impiegato all'Agenzia delle Entrate.

martedì 1 dicembre 2009

Commercialista e prima discussione

Qualche giorno fa avevo lasciato la raccomandata dell'Agenzia delle Entrate al commercialista e abbiamo fissato per oggi un primo incontro. Io sono ottimista: ho sempre fatto tutto in regola, ho sempre dichiarato tutti i miei redditi e confido che i soldi spesi per la tenuta della mia contabilità siano stati ben spesi e quindi che non ci siano errori. Inoltre nel 2007 avevo acquistato un inserto del Sole24Ore sugli studi di settore, che proprio durante il trasloco mi è tornato in mano, l'ho riletto nelle parti che mi possono riguardare, stavolta con più attenzione. Il mio commercialista mi accoglie bene come al solito, in uno dei suoi uffici ci accomodiamo per fare il punto.
  1. la contabilità è in regola, mi conferma
  2. mi dice che non essendomi adeguato, hanno preso in considerazione il mio caso insieme a tanti altri, quindi mi chiede se intendo pagare ora
  3. sostengo che non avendo conseguito un reddito reale diverso da quello dichiarato non intendo adeguarmi e che mi sembra giusto presentarmi al contradditorio, anche se l'inserto di cui sopra lo considera una perdita di tempo
  4. lui mi spiega che in realtà le cose non stanno proprio come descritto nell'inserto: «quella è la teoria» dice, «la pratica invece è un'altra»
  5. mi spiega che, se davvero ho dichiarato tutto e se voglio dimostrarlo, è in fase di contraddittorio vengono valutate tutte le argomentazioni che esporrò e che sarà l'ufficio a confermare o meno le cifre contestate
  6. tuttavia per la sua esperienza, in fase di contraddittorio non vengono annullate le pretese fiscali nonostante i migliori motivi e raramente si ottiene uno sconto superiore al 30% recentemente. Per ottenere giustizia fiscale è normalmente necessario presentare ricorso e quindi appellarsi alla commisione tributaria
  7. iniziamo quindi a ripercorrere a memoria quell'anno e mi invita a redigere un sunto di ogni possibile motivo che giustifichi il mancato reddito alla cifra risultante dagli Studi di Settore
  8. c'e' poi ancora un particolare errato nell'invito che ho ricevuto, per il quale ha già spedito una raccomandata all'Agenzia delle Entrate segnalandolo, il che dovrebbe generare una riduzione non sostanziale degli importi, ragione per la quale decido di non richiedere la riemissione della pratica come invece sarebbe mio diritto
Ci riaggiorniamo a qualche giorno prima del contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate, nel frattempo riorganizzo ricordi e documenti per l'esposizione.

sabato 21 novembre 2009

Ricevuta raccomandata su Accertamento anno di imposta 2005

Sono in pieno trasloco, ci siamo spostati da un appartamento all'altro in queste settimane, abbiamo quasi finito ed ecco che sorpresa: L'agenzia delle Entrate mi segnala che c'e' un problema in più da risolvere. Avviso di accertamento su dichiarazione dei redditi 2006 (anno di imposta 2005): non ero congruo ed ora mi invitano al contraddittorio. Mi perplimono pero' le cifre, sapevo di non essere congruo ma non ricordavo di così tanto. Certo ora sono calcolati gli interessi, le sanzioni; meglio se porto il tutto dal commercialista e cerco il faldone di quell'anno per rinfrescarmi la memoria. Il contradditorio e' fissato per il 17 dicembre, ma se voglio posso avere le sanzioni ridotte ad 1/8 se mi adeguo entro il 30 novembre: ho dichiarato il mio reddito reale, non ho nero né redditi occulti, perché mai dovrei accettare di pagare questa sovrattassa? Porto dal commercialista in questi giorni e poi rivediamo tutto per capire come funziona.