Nessuna novità ancora sulla data dell'udienza per il mio processo tributario di primo grado.
Nel frattempo è stata indetta da
Federcontribuenti la manifestazione del 16 giugno 2011 a Roma.
Come scopro a mie spese che il fisco non è un alleato contro la diseguaglianza, ma uno dei mali da cui bisogna difendersi.
Strumento nato per attuare una serie di controlli e verifiche fiscali che poi è stato trasformato in strumento induttivo di riscossione forzata.
E' il contribuente che deve dimostrare di non avere evaso il fisco, ed in realtà ogni ragione è vana, nonostante la teoria.
Nessuna novità ancora sulla data dell'udienza per il mio processo tributario di primo grado.
Nel frattempo è stata indetta da
Federcontribuenti la manifestazione del 16 giugno 2011 a Roma.
La commissione rileva che l'istanza di sospensione è stata formulata nei confronti di un avviso di accertamento: esso per sua natura giuridica è privo di quasiasi efficacia esecutiva anche provvisoria: da ciò l'inammissibilità dell'istanza medesima".
Vuoi conoscere quali documenti sono necessari per la dilazione, come funziona, cosa puoi chiedere e cosa puoi ottenere? Trovi nel paragrafo "La mia esperienza a tua disposizione" nella colonna di destra come ottenere queste informazioni.
Vuoi leggere il documento con le controdeduzioni dell'agenzia delle entrate?
Acquista accesso ai documenti. Come? Lo trovi nel paragrafo "La mia esperienza a tua disposizione" nella colonna di destra.
Ho mantenuto il silenzio stampa perché ho cercato di ricrearmi un periodo di serenità dato che i tempi e gli sviluppi non dipendevano più da me.
Mi è stato inviato l'Avviso di Accertamento, il nome lascerebbe intendere l'avvio di una procedura di indagine per verificare se c'è stata evasione e quantificare il dovuto, invece è l'atto conclusivo di una procedura tributaria dove l'Agenzia delle Entrate ha gia' visionato tutte le carte contabili, mi ha ascoltato ed ha applicato il protocollo previsto per il non adeguamento allo Studio di Settore, nei limiti dettati dal software di gestione di questo problema. Purtroppo gli impiegati del fisco sono accecati dai premi per il denaro che recuperano dai contribuenti che non si accorgono quando anziché un recupero stanno perpetrando una rapina ai danni di chi le tasse già le paga tutte.
Il 23 settembre 2010 avrò il processo tributario di primo grado presso la sede provinciale a cui sono giunto dopo aver presentato il ricorso all'Avviso di Accertamento.
Oggi sto finendo di redigere la mia ultima memoria difensiva che devo depositare entro il 13 settembre per poterla avere negli atti del processo. Terminato questo compito pubblicherò ulteriori dettagli ed eventi capitati in questi mesi attinenti alla mia storia e all'argomento trattato.
Al di là dall'esito del mio processo, non voglio che la mia storia possa essere strumentalizzata a giustificare campagne di ostacolo all'azione di contrasto all'evasione fiscale di cui il nostro paese ha certamente bisogno, ma bensì ad evitare che altri onesti contribuenti finiscano stritolati da meccanismi giusti se applicati con cognizione e ragione.
Dato l'evidente numero di processi in cui il contribuente è vittima riconosciuta di un fisco esigente e ingiusto, lo Stato si tutela riducendo con questa circolare il numero di casi in cui consente il rimborso delle spese processuali.
L'avvertimento che in Italia difendere i propri diritti ha un costo spesso ragguardevole, viene da comunicazioni simili maggiormente rafforzato.
Vuoi leggere il verbale completo?
Acquista accesso ai documenti. Come? Lo trovi nel paragrafo "La mia esperienza a tua disposizione" nella colonna di destra.
Siamo alla terza giornata di contraddittorio, anziché lasciare solo i documenti, approfitto che sono pochi per portarli subito alla capo area, anche perché il sottoposto è già impegnato in un altro contraddittorio con un altro contribuente.
Nutro la speranza che un chiarimento completo ora sia possibile e quindi la chiusura di questa pratica con l'archiviazione è lì alla portata di pochi minuti.
Quanti altri che ho sentito dover pagare e che immaginavo avessero quindi torto, in realtà non erano evasori?
Certo l'evasione c'è e si vede, ma è un buon motivo per fare di tutta l'erba un fascio?
Ero tornato già ieri all'Agenzia delle Entrate per consegnare una nuova copia della memoria difensiva, con ulteriori note. Mi ero accorto che avevo riferito alcuni dettagli solo a voce: pensavo che tutto quanto avrei detto nel primo incontro sarebbe stato verbalizzato, ma poi ho capito che non sarebbe stato proprio così.
L'impiegato però era occupato e così sono tornato oggi.
Nel frattempo solo ieri l'ANSA e le testate giornalistiche su Internet titolavano l'ultima sentenza della Cassazione a Sezioni Unite "Cassazione sconfessa studi di settore Standard per misurare evasione da soli non provano nulla", e oggi arrivo anche ottimista per una felice e rapida conclusione della vicenda.
Sorpresona: la mia pratica era già stata vista dai superiori ed avevano già valutato di propormi, alla luce di quanto riferito precedentemente 2 giorni prima, uno sconto fiscale del 20% circa.
La mia risposta immediata è stata: «non ho soldi da darvi e non sono un evasore.»
Fatemi sapere quali documenti volete, fatemi tutte le domande che vi servono, io sono totalmente disponibile a collaborare, ma appuriamo questo fatto.
La risposta: «oggi c'é la capo area, vedo se può parlarle subito.»
Attendo pochi secondi ed ecco che sono accompagnato dalla capo area. Dopo brevi presentazioni e un mio riepilogo ecco che mi estrae un foglio per mostrarmi dei numeri e mi dice: lei nell'anno precedente ha avuto una percentuale del 1086, nel 2005 del 412, nel 2006 del 8200.
Rimango spiazzato un momento poi chiedo percentuale di che, il 100% base a cosa si riferisce? Capisco dalla risposta che non sono percentuali, ma degli indici di redditività, chiedo come siano calcolati, ma nulla, molto probabilmente non lo sa nemmeno lei.
Se non c'è una formula, questi numeri a me non dicono assolutamente nulla, e dato che di matematica ne ho fatta tanta, cerco di spiegare che questi numeri mi risultano estranei quanto tre numeri a caso, mentre se avessi la formula o il modello matematico potrei certo spiegarli.
Nei corsi universitari ad Economia avevo conosciuto il ROI ed altri indici utilizzati nella valutazione dell'andamento dell'impresa, ma non vedo come alcuno di questi possa essere ricondotto alla mia attività professionale, né tanto meno ne riconosco le ombre in quei numeri.
Chiudiamo la sessione con la richiesta pressante da parte dell'ufficio di analizzare le spese che in quell'anno secondo le loro valutazioni sono eccessive e entro lunedì mattino devo portare copie di ogni fattura acquisti già allegate ai mastrini relativi ai conti in uscita.
Mi spiega che devono completare rapidamente le pratiche e che la mia in mancanza di quanto appena richiesto sarà portata allo stadio successivo senza esitazioni per l'intera cifra iniziale, senza lo sconto proposto.
Intuisco che i numeri che mi sono stati mostrati di quegli indici sono generati dall'applicazione software interna e che vengono presi come assoluti e che non conoscendone la formula all'origine non sono minimamente discutibili da parte del personale.
Esco dall'Agenzia delle Entrate che ormai sono quasi le 17, passo da commercialista per ottenere una stampa dei mastrini; in effetti per fortuna ho poche fatture, altrimenti non potrei riuscire a portarle in copia ricapitolate e pinzate come richiesto in un tempo così breve.
Passerò buona parte della domenica a fotocopiare e pinzare fogli.
Pensavo che il contraddittorio sarebbe stato un dialogo volto ad appurare come mi guadagno il pane e quindi come si svolge la mia attività professionale. Scoprire se il mio lavoro è per pubblico familiare o di consumo o se rivolto esclusivamente ad imprese pubbliche o private.
Invece no.
Prima questioni tecniche circa i dettagli della verifica da cui la giustificazione delle somme presunte di evasione.
Dopo un'ora e un quarto l'impiegato dell'Agenzia delle Entrate chiede quali documenti lascio con la memoria difensiva.
Puoi acquistare l'accesso a questo documento come a tutti gli altri che ho lasciato all'Agenzia delle Entrate in questa occasione.
Leggi come nello spazio nella barra a destra del blog dal titolo "La mia esperienza a tua disposizione". I dettagli li trovi con un click sulla parte che si evidenzierà al passaggio del mouse.
Mi farà sapere nei prossimi giorni, direttamente o tramite il mio commercialista che è venuto ad accompagnarmi in questo primo incontro e che ha saputo puntualizzare e ribattere alle questioni tecniche iniziali.
La prima sensanzione a pelle, nonostante la gentilezza dell'impiegato, è stata «ho parlato ad un muro di gomma».
Ripercorrendo le offerte e le fatture del 2005 riaffiorano i problemi di quell'anno e i risultati conseguiti, in questi giorni ho elencato sia i miei motivi sia alcuni argomenti più generali che però possono giustificare il mio reddito rispetto alle aspettative del fisco risultanti dagli Studi di Settore.
In realtà il 2005, nonostante la contestazione di natura fiscale, non era stato un cattivo anno per la mia impresa, anzi dati i presupposti era stato un buon anno...
L'elenco delle mie ragioni è composto di 10 punti, tra i quali:
Il primo punto già lascia intendere l'impossibilità di ottenere dei pagamenti dallo Stato in nero.
Il secondo giustifica che le spese per prestazione di lavoro siano il 50% delle cifre fatturate sul fronte biblioteche: il lavoro l'abbiamo fatto in due, il referente per questi lavori doveva essere unico, abbiamo spartito e fatturato, gli impegni e le spese tutto come da accordo iniziale tra le due parti.
Lo studio di settore nel mio ambito non prevede questo tipo di ripartizione, questo è sostanzialmente il motivo per cui il mio reddito non risulta congruo.
Espongo dunque tutti i miei 10 punti al mio commercialista che, con il sorriso di chi la sa più lunga,
ovvero: ora ti lascio sperimentare, poi ne
riparliamo dopo che tu saprai con chi hai a che farecondivide la mia difesa e mi raccomanda di portare tutta la documentazione necessaria per quanto sostenuto e di fare pure nomi e cognomi nella memoria difensiva che rimarrà a verbale.
Tra tre giorni alle dieci abbiamo l'appuntamento con l'impiegato all'Agenzia delle Entrate.